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St. Patrick’s Close, Dublin 8, Ireland.
La prima biblioteca pubblica d’Irlanda
La biblioteca Marsh costruita nel 1701 dall’arcivescovo Narcissus Marsh (1638-1713), è la prima biblioteca pubblica d’ Irlanda e una delle più vecchie di queste isole. Fu progettata da Sir William Robinson, l’architetto del Royal Hospital di Kilmainham.
L’interno della biblioteca con gli scaffali di rovere splendidamente decorati e disposti all’interno di nicchie sotto le alte finestre e le tre eleganti alcove o "gabbie" in cui si rinchiudono i lettori che desiderano consultare dei libri rari, è identico a quando fu costruito 300 anni fa. È un esempio magnifico di una biblioteca di uno studioso del Settecento. All’origine molti dei libri erano incatenati. Ogni libro aveva un piccolo gancio di metallo attaccato ad una catena in fondo alla quale c’era un anello, che scorreva su una canna di legno attaccata ad ogni scaffale.
Nel 1707 il Parlamento irlandese approvò una legge... "per sistemare e preservare per sempre una biblioteca pubblica". Il governo della biblioteca fu assegnato per legge ai Governatori e ai Tutori che erano gli Arcivescovi di Armagh e Dublino della Church of Ireland, i decani di St. Patrick e Christ Church, il Rettore del Trinity College e quattro altri amministratori di diritto, la cui carica fu soppressa nel 1922 con l’instaurazione dello Stato. I governatori e i tutori assumono un curatore e un vice, cariche al momento occupate da Muriel McCarthy, M.A., LL.D. e dal Rev. C.R.J. Bradley, M.A.
Ci sono quattro collezioni principali di 25,000 libri che comprendono testi del 16esimo, 17esimo e l’inizio del 18esimo secolo. C’è naturalmente una vasta collezione di testi liturgici, messali, breviari, testi liturgici dell’uso Sarum, bibbie stampate in quasi ogni lingua, volumi di teologia e controversie religiose. Ma questi collezionisti erano uomini molto dotti e gli argomenti sono vastissimi. In tutte le collezioni ci sono volumi di medicina, giurisprudenza, scienze, viaggi, navigazione, matematica, musica, topografia e letteratura classica. Una stanza a parte è riservata ai libri e periodici riguardanti la storia irlandese stampati negli ultimi cent’anni.
La collezione più importante è la biblioteca di Edward Stillingfleet (1635-1699) vescovo di Worcester. Nel 1705 Narcissus Marsh pagò £2,500 per questa raccolta di quasi 10,000 volumi, che comprende libri stampati da alcuni dei primi tipografi inglesi: Berthelet, Daye, Fawkes, Notary, Pynson, Siberch, Wolfe e Wynkyn de Worde. Un salterio edito a Londra nel 1524 da Richard Pynson ha, incollata all’interno della copertina, un’indulgenza emanata da Thomas Wolsey e dal cardinale Campeggio a richiesta di aiuti finanziari per la cattedrale di Hereford. La rilegatura è quella originale decorata con la rosa dei Tudor e le foglie della vite.
L’arcivescovo Marsh lasciò tutti i suoi libri alla sua biblioteca, ma la sua splendida collezione di manoscritti orientali la lasciò alla biblioteca Bodleian. Si interessava molto di scienze, matematica e musica e lui stesso ha fatto annotazioni in molti dei suoi testi di matematica. Marsh ha inoltre raccolto libri in lingua ebraica, araba, turca e russa, fra questi ultimi ci sono degli esemplari rari della prima stampa russa. In un libro ebraico, stampato in Italia nel 1491 Marsh scrisse, quasi 300 anni fa "Liber rarissimus".
Il dottor Elias Bouhéreau, un profugo ugonotto che fuggì dalla Francia nel 1685, diventò il primo bibliotecario. I suoi libri, che lasciò alla biblioteca, riguardano la teologia e la controversia protestante e l’università di Saumur da lui frequentata. Ci sono dei bellissimi esempi delle prime stampe europee come ad esempio una copia del "Rommant de la Rose", in rilegatura originale edito a Parigi da Galliot du Pre.
John Stearne (1660-1745), Vescovo di Clogher, lasciò i suoi libri alla biblioteca Marsh nel 1745; tra questi volumi c’è il libro più vecchio e più bello della biblioteca, "Epistolae ad familiares" di Cicerone stampato a Milano nel 1472.
Oltre a queste quattro collezioni nella biblioteca ci sono circa 300 manoscritti. Il più importante è un volume in latino sulla vita dei Santi irlandesi, che risale al 1400 circa. C’è il Sarum Processional che nel 15esimo secolo apparteneva alla chiesa di St. John the Evangelist di Dublino e che contiene un importante dramma medievale "La visita al Sepolcro".
L’arcivescovo Marsh fu responsabile della pubblicazione della traduzione in irlandese della Bibbia del vescovo Bedell, pubblicata a Londra nel 1685 con l’aiuto e l’incoraggiamento del grande scienziato Robert Boyle. Due volumi della traduzione originale di Bedell sono nella biblioteca, il terzo e la Apocrypha sono nella biblioteca dell’università di Cambridge.
Fra i manoscritti di musica ci sono esempi del Settecento e un bellissimo libro di tabelle musicali per il liuto che risale al tardo Seicento. Un libricino di versi elisabettiani contiene una poesia di Sir Walter Raleigh alla regina Elisabetta. Ci sono anche dei manoscritti più che altro relativi all’Irlanda, raccolti o compilati da Dudley Loftus.
Jonathan Swift come decano di St. Patrick era anche amministratore della biblioteca e la visitava regolarmente. Nella "Storia della ribellione" di Clarendon ci sono molte sue annotazioni e violenti riferimenti contro gli scozzesi per la parte che ebbero nella ribellione.
Tradotto da: Maria-Luisa Mullins
Lunedì: 10 a.m. - 1 p.m., 2 p.m. - 5 p.m.
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